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L’industria 4.0 in Italia diventa realtà: 2,4 miliardi di euro di investimenti, +30% in un anno!

Massimo Missaglia, AD di SB Italia, a commento dei dati presentati dall'Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano: “Stiamo superando la fase iniziale per lasciare più spazio a progetti strategici e strutturati, che si inseriscono in un percorso organico di digitalizzazione, con uno sguardo sul lungo periodo”

Mercato IoT Italia 2017Nei giorni scorsi, l’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano ha presentato i dati relativi al valore dei progetti nel 2017 basati sull'impiego dell sei tecnologie principali dello Smart Manufacturing: Internet of Things (IoT), Big Data e Cloud Computing, Advanced Automation, Advanced HMI (Human Machine Interface) e Additive Manufacturing. Tra queste, il peso maggiore va attribuito all’Industrial IoT, con investimenti pari a quasi 1,4 miliardi di euro, seguito dagli Industrial Analytics, con 410 milioni e dalle soluzioni di Cloud Manufacturing, con 200 milioni (+35%).

Nell'IoT, quasi la metà del mercato è trainata da contatori intelligenti (26%) e automobili connesse (22%), seguiti da Smart Building (14%), Smart Logistics (9,7%) e Smart City (8,6%), ma molto deve ancora venire: crescono sia per numero che per entità di finanziamenti (4,8 miliardi di dollari, +30%) le startup concentrate sull'IoT a livello internazionale.

Le imprese stanno iniziando a intravedere il potenziale dei dati raccolti attraverso i dispositivi intelligenti – dice Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things -, come dimostra il crescente lancio sul mercato di soluzioni che integrano IoT e piattaforme di analisi dei dati, il ricorso ad algoritmi di Intelligenza Artificiale, l’introduzione di policy al fine di garantire privacy e cyber security delle informazioni raccolte dagli oggetti connessi. Questa consapevolezza si riflette nella crescita della componente legata ai servizi, che spesso però risultano ancora ‘semplici’: dall’installazione di oggetti smart all’invio di notifiche in caso di eventi avversi, fino alla gestione dei dati in cloud. Ciononostante, iniziano ad affiorare le prime applicazioni più evolute, come le soluzioni di manutenzione predittiva abilitate dal monitoraggio in tempo reale dei parametri di funzionamento di impianti o grandi asset (Smart Factory, Smart Asset Management), oppure i servizi di pronto intervento da parte di società di vigilanza privata qualora vi sia un tentativo di furto in casa (Smart Home)”.

Le tecnologie – La sensoristica è stata la protagonista dell’evoluzione tecnologica del 2017. Con il passare del tempo si assiste a una progressiva miniaturizzazione dei dispositivi, alla riduzione dei consumi energetici e dei relativi costi e alla diffusione dei sensori in diversi contesti: dalle applicazioni smart per la casa ai dispositivi medicali in ambito sanitario, passando per il trasporto di persone e merci e i macchinari connessi in fabbrica.

I sensori per l’IoT stanno subendo un rapido processo di evoluzione che avvicina sempre di più il mondo fisico a quello digitale - sottolinea Antonio Capone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet of Things -. Ad oggi qualsiasi dispositivo smart è dotato di un set di sensori utili per monitorare parametri relativi al suo funzionamento (come la carica rimanente della batteria, il tempo di funzionamento, il grado di usura dei componenti) e per raccogliere informazioni sull’ambiente circostante (ad esempio la posizione, la temperatura e l’umidità)”.

Tra i protocolli di comunicazione a corto raggio, WiFi HaLow è caratterizzato da una lenta evoluzione e diffusione, mentre Bluetooth Low Energy si sta iniziando a diffondere, anche se con qualche ritardo rispetto alle attese. Avanza invece a ritmi sostenuti lo sviluppo dei protocolli di comunicazione a lungo raggio, che offrono svariate possibilità di impiego sia indoor sia outdoor, mentre per il futuro ci sono grandi aspettative nei confronti del 5G, che favorirà ulteriormente lo sviluppo del mercato nei prossimi anni.

Rispetto ad un anno fa, l’Industrial IoT sta conoscendo un forte sviluppo: oggi solo l’8% delle imprese dichiara di non conoscere il tema (25% nel 2016), circa un terzo ha partecipato a eventi e incontri di approfondimento. A favorire questi investimenti ha contribuito decisamente il Piano Nazionale per l'Industria 4.0 varato dal Governo: il 92% del campione (236 imprese industriali di tutti i settori) ha sfruttato almeno in parte gli incentivi, con la metà delle aziende che ne hanno già usufruito, mentre il 25% hanno in programma di farlo a breve. Il passaggio più delicato sarà estendere questo processo anche alle aziende più piccole che nel tessuto manifatturiero italiano hanno ancora la assoluta prevalenza produttiva.

L’Industrial IoT in Italia è in pieno fermento e avrà un ruolo sempre più rilevante nel mondo industriale, con grandi consorzi e alleanze che scendono in campo per favorire interoperabilità e accesso ai dati – analizza Giovanni Miragliotta, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet of Things -. Ma, nonostante sia in costante crescita il numero di imprese capaci di comprendere le opportunità offerte da questo ambito, c’è ancora molto lavoro da fare per sfruttarle appieno. Per cogliere tutti i potenziali benefici sarà fondamentale valorizzare i dati raccolti all’interno degli ambienti di lavoro e delle supply chain e riprogettare i sistemi di monitoraggio e controllo nelle fabbriche”.

I progetti di Industrial IoT più diffusi in Italia sono legati al controllo dell’avanzamento della produzione (31% dei casi), alla manutenzione preventiva (28%), a un maggior supporto agli operatori nello svolgimento delle attività sulla linea (22%) e al material handling (20%). Seguono le soluzioni per garantire l’efficienza energetica nella fabbrica (17%) e un miglior controllo qualità nelle fasi produttive e di assemblaggio (14%). Manutenzione predittiva (11%), sicurezza sul lavoro (8%) e gestione del ciclo di vita dei prodotti (5%) si collocano tra le applicazioni meno diffuse, ma allo stesso tempo sono quelle che potrebbero avere impatti più rilevanti sui processi aziendali.

Massimo MissagliaA questo proposito, il commento di Massimo Missaglia, AD di SB Italia, società specializzata in soluzioni IT per la gestione, l’integrazione e l’ottimizzazione dei processi aziendali, è stato: “Si tratta di un mercato sempre più maturo: stiamo superando la fase iniziale, fatta di progetti pilota e di ‘esperimenti’ per lasciare sempre più spazio a progetti strutturati, che si inseriscono in un percorso organico di digitalizzazione e che sono parte di un piano strategico aziendale, con uno sguardo sul lungo periodo. La strada è quella giusta: stiamo andando verso un concetto alternativo di impresa, dove il miglioramento dell’efficienza dei processi e il ridisegno costante dei modelli di business troveranno nelle tecnologie digitali il proprio, fondamentale, driver”. Continua “ogni giorno incontriamo aziende che hanno saputo cogliere le opportunità di Industria 4.0 e altre – PMI ma non solo - che resistono al cambiamento, fino a quando, anche attraverso progetti piccoli ma mirati riusciamo a dimostrare che l’innovazione ben gestita dà solo buoni frutti”.

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