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Alessandro Giacchino

Alessandro Giacchino

CEO di BCI Italia, Direttore di Toolnews & ITware

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Classe 1956, laurea in ingegneria al politecnico di Milano, diploma Master CBS alla Bocconi, ha lavorato in IBM, Gruppo Fininvest, Gruppo Olivetti dove si è occupato di marketing, ha avviato e diretto alcune società tutte nell’area delle nuove tecnologie.

Nel 1993 ha fondato Business Consulting International Italia (BCI Italia) Srl, società di servizi che tuttora gestisce, attraverso la quale ha partecipato a tre operazioni di quotazione in Borsa nel Nuovo Mercato, ha contribuito alla start-up di varie società e filiali nazionali di aziende multinazionali, ed al lancio di vari prodotti sul mercato.

Dirige il mensile di consulenza nell’area informatica Toolnews, ha avviato ITware.com, uno dei primi portali italiani dedicato alle soluzioni IT per le imprese, e tiene regolarmente conferenze sulle nuove tecnologie del mondo 2.0 e sul Digital Marketng.

Ha anche pubblicato il volume Fare Impresa nell'Era 2.0, uno dei primi testi ad apparire contemporaneamente in formato cartaceo e di eBook, dove ha tratteggiato i cambiamenti strutturali delle imprese alla luce delle nuove tecnologie.

 

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Riacquisti di azioni, fusioni e acquisizioni accelerano di fronte a inflazione e pandemia

Stando a un rapporto di S&P, le società USA con rating creditizi elevati stanno impiegando le proprie riserve di liquidità in riacquisti di azioni proprie, in acquisizioni di altre società e in fusioni con competitor o partner della filiera.

Stando ala recente rapporto di Standard & Poor Global Market Intelligence, il Global Rating calcolato confrontando le disponibilità liquide e mezzi equivalenti di una società alle sue passività correnti, è continuato a scendere, passando in un solo trimestre dal 34,6% al 32,1%, il tasso più basso dal primo trimestre del 2020. La spesa per riacquisti, fusioni e acquisizioni ha così raggiunto livelli record.

Questo espone il mercato ad un consistente fattore di rischio: la recrudescenza del COVID con le sue varianti, combinata con la ripartenza dell'inflazione potrebbero ridurre incidere negativamente sulle riserve di liquidità, obbligando molte imprese a ricorrere a nuovi finanziamenti per preservare la propria operatività.

hjort viktor.jpgPer Viktor Hjort, responsabile globale della strategia di credito di BNP Paribas, "La liquidità in eccesso raccolta durante la crisi del COVID è stata gradualmente esaurita. Le aziende dovranno emettere obbligazioni per raccogliere fondi aggiuntivi per capex, esercizi di gestione delle responsabilità, riacquisti di azioni e fusioni e acquisizioni".

Obbligate a chiusure forzate causate dalla pandemia Covid e temendo una forte ondata di insolvenze, nel corso del 2020 un gran numero di aziende hanno creato riserve di liquidità preparandosi al peggio, anche a scapito di possibili cali nei ricavi.

Con le aspettative di rallentamento della pandemia e la conseguente riduzione dei vincoli comportamentali, le priorità delle aziende si sono spostate verso l'impiego della liquidità accumulata nel recente passato. Questo ha prodotto una quantità di riacquisti di azioni proprie che nel terzo trimestre del 2021 ha visto segnare un nuovo record trimestrale, con un totale di $ 232 miliardi, superando di slancio i $ 222,98 miliardi segnati nel quarto trimestre del 2018. Contemporaneamente, le fusioni e le acquisizioni tra imprese nordamericane hanno registrato i due trimestri più alti di sempre, per un valore complessivo di 604,52 miliardi di dollari.

Rischio inflazione

La comparsa dell'inflazione, associata a nuove ondate della pandemia, alla prospettiva di aumenti delle tasse resi necessari per ripagare gli aiuti erogati e ad una politica monetaria più restrittiva probabilmente incideranno ulteriormente sulle riserve di liquidità.

L'inflazione che dopo molti anni potrebbe riaffacciarsi sul mercato con tassi superiori al 5%, favorita anche dall'incremento dei costi per l'energia, è certamente provocata dalla ripartenza della domanda, specie di materie prime e di forza lavoro dopo la stasi indotta dalla pandemia ma lil grande quesito è: si tratta di un fenomeno transitorio o dell'assestamento su nuovi livelli che hanno il potenziale di ridurre i margini delle imprese e anche i tassi di crescita del mercato?

Le prospettive economiche restano favorevoli, anche se il quadro si sta deteriorando. S&P Ratings ha abbassato di oltre un punto la previsione di crescita del PIL statunitense, segnalando che l'eventuale recrudescenza dei casi di Covid potrebbe incidere ancor di più negativamente sulla crescita e minare la fiducia dei consumatori che così tornerebbero a ridurre i propri consumi e la predisposizione alla spesa.

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