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Che fine hanno fatto i Bitcoin e le Criptovalute? Il disastroso 2018!

Speculatori dell'ultima ora e superficiali investitori si leccano le ferite di un 2018 che ha visto passare i Bitcoin dai 20.000 dollari di inizio anno agli attuali 3.200...

BitCoin 2018 Con tanto dispiacere, ma altrettanta fierezza constato che la regina delle criptovalute, i bitcoin, - per altro in compagnia di molte omologhe - ha visto precipitare il proprio valore nel corso del 2018 così come avevo previsto considerandole una pericolosa bolla di euforico entusiasmo. Tant'è che a tutti gli amici che mi hanno interpellato in merito all'acquisto di bitcoin ho suggerito di starne alla larga e rinnovo il suggerimento anche all'attuale quota 3.000. Perché?

La mia opinione in merito è molto semplice: guardiamo il vero significato della moneta - o delle singole valute - in chiave storica a partire dalla loro nascita come evoluzione del baratto datato ben oltre 3.000 anni fa. Dietro l'emissione delle monete c'è sempre stato un "garante" che ne tutelava il valore. Superando il periodo nel quale il valore era determinato dal peso della moneta stessa - normalmente in oro - all'epoca degli stati sovrani il valore veniva garantito dalle riserve in beni reali - oro, grano o altri preziosi equivalenti - a fronte del quale l'emittente attribuiva un valore simbolico ai dischetti di metallo o ai foglietti di carta messi in circolazione.

Alla base di questo meccanismo c'era la accettazione generale di questi oggetti simbolici come mezzi di pagamento per mediare gli interscambi di beni e servizi. Un sistema che ha retto bene per secoli, a partire dai paesi dell'estremo oriente e passando per la civiltà quella greca è arrivato al suo massimo splendore nei tempi antichi con l'Impero Romano che di fatto spaziava in tutta l'Europa, parte dell'Asia e dell'Africa.

Mano a mano che si sono moltiplicati gli Stati - e con essi gli emettitori di valute - si è presentato il problema di stabilire il valore relativo delle monete che tuttavia, essendo "garantite" dalle riserve statali  - reali o presunte -, venivano interscambiate anche su scala internazionale.

Tre i momenti più significativi nell'evoluzione delle monete: il regime "gold standard" applicato tra il 1870 e il 1914 che si fondava sulla convertibilità e accettabilità reciproca delle rispettive monete da parte di tutti gli Stati aderenti al sistema, con la fissazione di una parità aurea per ogni moneta nazionale funzione della consistenza delle rispettive riserve auree.

Dopo gli sconquassi della prima guerra mondiale e della successiva crisi economica del '29, in seguito ai dissesti provocati dalla seconda guerra mondiale, nel luglio del 1944 a Bretton Woods, cittadina che ha sede del New Hampshire negli Usa, si svolse una conferenza nella quale intervenirono i rappresentanti dei principali stati del mondo, dalla quale scaturirono la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) con il compito di stabilizzare i cambi tra le valute per regolare i commerci internazionali prendendo a riferimento il dollaro e le riserve auree degli USA (35 dollari = un'oncia di oro). Patti caduti nel 1971 in seguito alla fine della convertibilità del dollaro in oro dovuta all'eccesso di denaro posto in circolazione dagli USA per finanziare le proprie attività. Caduti i patti di Bretton Woods, entrò in vigore lo Smithsonian Agreement che portò alla svalutazione del dollaro e all'iniziò dell'era della fluttuazione dei cambi

Il valore delle singole valute veniva quindi determinato in base al PIL di ciascun Paese, al suo indiebitamento e al disavanzo nei conti con l’estero. A moderare e gestire le fluttuazioni sono stati siglati vari accordi, tra i quale il Sistema Monetario Europeo (SME), ma avendo sempre il dollaro come moneta di riferimento e interscambio mondiale, talvolta compendiato dal suo rapporto con beni tangibili tipo i barili di petrolio (petrodollari).

L'ultima evoluzione di questo percorso ha visto la nascita dell'Euro che da un lato punta a stabilizzare i rapporti tra i paesi che vi aderiscono, dall'altro aveva - e ha - l'ambizione di sostituirsi al dollaro o per lo meno di porsi come alternativa nel ruolo di valuta di riferimento. A stampare "Euro" viene delegato un organo centrale europeo con le garanzie di solvibilità date essenzialmente dai PIL dei singoli Paesi e delegnandovi la politica monetaria. Non per nulla, il Quantitative Easing (QE) voluto da Mario Draghi altri non è che la stampa di Euro finalizzata a generare inflazione per favorire lo sviluppo dell'economia reale anche a scapito del valore unitario della moneta.

Al proposito, c'è anche da notare un elemento che genera grandi effetti distorsivi su tutto il sistema: oggi gli interscambi avvengono prevalentemente per scritture contabili, con un valore totale che supera di vari ordini di grandezza quello di tutte le monete effettivamente stampate o coniate. Un ulteriore elemento che interviene nel rendere un mezzo di pagamento più o meno credibile soprattutto per chi lo accetta in cambio di beni o servizi.

Le regole alla base delle valute e del sistema monetario

Al di là di un gran numero di particolari - volutamente trascurati in questo post - ci sono due elementi primari alla base delle singole valute: da un lato c'è un emittente che in modo diretto o indiretto funge da garante del valore della moneta prodotta. Dall'altro c'è un sistema di interscambi commerciali che confidando sulla veridicità del valore rappresentato dalle singole monete le accetta quali mezzi di pagamento. Il tutto è regolamentato da regole e accordi internazionali consoloditati e controllati.

Ora, possiamo affermare lo stesso per i Bitcoin e, più in generale, per le criptovalute? Chi ne è il garante del valore, chi le accetta in pagamento e a quali condizioni? Con quali criteri vengono gestiti - ovverro generati o ritirati dal mercato - e come possono influire sugli andamenti delle economia reali così come viene fatto con le politiche monetarie attualmente in atto?

Oltretutto, non basterebbe l'inserimento di una norma a livello nazionale o internazionale per metterle fuori legge e far crollare tutto il sistema?

Sulla base di queste considerazioni non credo assolutamente nella loro solidità, specie nel lungo termine, mentre ritengo di grande valore la tecnologia impiegata per il loro funzionamento - le block chain - che di fatto consentono di disintermediare grandi porzioni della logistica alle spalle degli interscambi commerciali rendendo più efficiente e rapito tutto il sistema. Quindi, alla larga dai Bitcoin - a qualsiasi valore - mentre è bene guardare con attenzione all'innovazione tecnologica che introducono.

Ultima modifica ilGiovedì, 20 Dicembre 2018 13:52

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