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Media digitali: Facebook cannibalizza i quotidiani tradizionali, Aranzulla più forte del Sole 24 Ore

Fanpage, terzo, davanti al Corriere della Sera, il giornalismo partecipativo di Citynews battuto solo da Repubblica.it: per i Media tradizionali un futuro x.0 o la scomparsa...

Digital Media in Italia: Classifica Novembre 2018. Fonte ComScore 2019Nei giorni scorsi, comScore, una società specializzata nel rilevare i dati e fornire servizi per le scelte di marketing e la pianificazione degli investimenti pubblicitari sulla rete, ha pubblicato la classifica dei Media online attivi sul mercato italiano.

I dati pubblicati, che sono in assoluta continuità con quelli rilevati nel corso del 2018 inducono ad alcune riflessioni che dovrebbero essere prese in seria considerazione dagli editori dei media tradizionali e di quelli di nuova generazione. Questo per due ragioni: la prima è che, come sempre, l'audience rappresenta non solo la forza delle testate, ma anche la loro capacità di attrazione degli investimenti pubblicitari. La seconda è relativa alle nuove modalità di fare informazione e di canalizzarla, privilegiando le forme basate sull'integrazione dei vari mezzi - testi, immagini, filmati - assicurando diversi livelli di approfondimento e la possibilità di usufruire delle informazioni a diverse velocità.

Globalmente in calo, pochi in crescita

Prendendo come riferimento la tabella elaborata da Prima Comunicazione a partire dai dati di comScore, tra i primi 60 media, 36 risultano in calo rispetto a ottobre, 16 crescono, 8 rimangono invariati. Tra i più penalizzati, in percentuale, il Sole 24 Ore (-24%) e Ansa (-23%), mentre in valore assoluto, dato i grandi numeri di visitatori unici, Citynews (-13%) e Repubblica.it (-6%). Per contro, crescono Il Fatto Quotidiano (+39%) e il quotidiano Il Tempo (+14%).

Per alcuni, il calo potrebbe essere imputabile ad alcune scelte del management di Facebook che avrebbero penalizzato la visibilità dei media sui propri canali, ma personalmente trovo la spiegazione solo parzialmente convincente: sulla rete lo spazio si riduce a pochi leader, lasciando solo briciole agli inseguitori. Così si allargano i differenziali premiando i vincenti - per settore verticale, nicchia o formula - e punendo chi gioca le proprie carte in modo indifferienziato con politiche da me-too.

Modelli nuovi, orientamento al servizio al lettore

Uno dei dati più eclatanti da segnalare l'incollatura che, in cima alla classifica degli utenti, separa Repubblica.it da Citynews (24.500 vs 23.800): un colosso editoriale dalla lunga storia e da grandi mezzi, insidiato da vicino da un portale fondato nel 2010 che coinvolge cittadini e lettori nella redazione e nella distribuzione di notizie in tutte le possibili forme: testi, immagini, filmati. Vocato a privilegiare l'informazione locale - grazie anche all'acquisizione di una cinquantina di testate distribuite sul territorio italiano - Citynews ragiona in termini di verticalizzazione dei mercati, per geografia, arrivando sino al parlamento europeo con EuropaToday. In pratica, una assoluta vicinanza ai lettori considerati come singoli individui, più che come segmenti aggregati, con un meccanismo di giornalismo diffuso più orientato alle notizie che non alle opinioni.

Una strada "alternativa" alla tradizione seguita anche dal terzo della classifica - Fanpage.it - anch'esso fondato nel 2010, che usa Facebook come canale primario di raccolta dei lettori, affiancato da altri Social Media, primo fra tutti Youtube. La differenza principale da Citynews è che Fanpage si è sviluppato per canali tematici e per campagne di forte impatto, tipo quelle sulla violenza nelle carceri o sulle donne, proposte in vari formati che integrano tutte le forme di comunicazione - testi, immagini, video, audio - adeguandosi ai tempi di fruizione delle informazioni da parte dei vari lettori. I formati prevedono inchieste, diari di viaggio, interviste, testi di prodotti e valutazione di servizi, guide, storie.

La logica, innovativa e ammirevole, fa evolvere l'informazione nella direzione del "servizio", risponendo in parte alla domanda "So What?" Percorso che ha reso famoso - ma anche importante e ricco - Salvatore Aranzulla con il suo portale Aranzulla.it che fornisce risposte concrete e soluzioni a qualsiasi problema relativo all'uso della tencologia. Nato quasi per hobby, oggi questo portale conta più utenti del blasonato Sole 24 Ore o della più autorevole agenzia di informazioni italiana, l'ANSA.

Interessante quindi considerare che tra i lettori delle informazioni online c'è una forte presenza di pubblico femminile - Donna Moderna è al sesto posto della classifica - che è interessato alle soluzioni per risolvere la propria quotidianità così come nell'impostazione di questa testata. Il tutto in analogia a quanto proposto da Statbene (al nono posto) e da altre testate esclusivamente orientate a "servire" il lettore, oltre che ad informarlo. Un'impostazione totalmente diversa da quella della tradizione nella quale spesso l'informazione viene considerata come fatto puramente divulgativo.  

A complemento di tali dati ci sono quelli relativi alle pagine viste e al tempo complessivo speso sul sito: in questo caso, viene premiata l'impostazione divulgativa di Repubblica che guida la classifica delle pagine viste, senza tuttavia consentire una vera azione di verticalizzazione sugli interessi dei lettori così come invece più facilmente realizzabile con le testate - o le pagine - molto verticalizzate per geografia o per tematiche.

Indicazioni preziose per chi deve impostare le proprie strategie editoriali e per non esser travolto dal nuovo che avanza...

Ultima modifica ilSabato, 19 Ottobre 2019 14:49

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