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Lenovo dà il via allo STOP al Crapware

Scottata dall'incidente "Superfish" che le ha generato pochi ricavi ed enormi costi, Lenovo ha pubblicamente dichiarato di non voler più pre-installare sulle sue macchine software non esplicitamente richiesto dai clienti. Scelta molto plaudita, che già sta divenendo regola per molti altri produttori.

Così, a bruciapelo, chi sa cos'è il Crapware? Ok, è slang inglese. La faccio più facile: cos'è il Bloatware?Lenovo-Y50

Neppure questo? Eppure, se uso un altro termine, sempre inglese, credo che chiunque capisca al volo: "Bundled Software": si tratta del Software che ci troviamo prearicato sul nuovo PC, sullo SmartPhone, sul Tablet appena acquistato. Siamo a cavallo tra il desiderio del produttore di fornire un migliore servizio al cliente - fornendogli strumenti in prova per aggiornarlo su cosa potrebbe usare con la sua nuova machina - e di una forma di pubblicità per la quale i produttori di Software sono disposti a pagare una piccola somma al Vendor. Ma il termine "Crap" dovrebbe metterci in allerta: wiktionary ci dice infatti che nello slang (dialetto) inglese vuol dire qualcosa di bassa qualità, inutile, o addirittura spazzatura. Ancor più preoccupante il verbo To Crap che ne deriva: lo lascio in inglese, per pudore, tanto chiunque è in grado di capire al volo. To defecate.

Eppure, condizionati dalla forza del marchio del produttore, spesso lo guardiamo e lo usiamo pensando che sia garantito e assolutamente non pericoloso. In realtà, l'altro termine che ho citato all'inizio - Bloatware - aggiunge un altro particolare alla valutazione di questo genere di software: programmi che offrono funzioni che "gonfiano" il computer, fornendo funzioni che danno pochi benefici agli utenti - o anche nessuno - ma che consumano risorse inutilmente, o al più, versioni di prova di scarso valore.

Scottata da Superfish, Lenovo pone fine al Crapware

Del problema in cui è incappata Lenovo a causa del Crapware Superfish si è ormai parlato e scritto molto. Sono anche noti i rimedi per eliminarlo e la decisione di non inserirlo più tra le componenti pre-installate che era già stata presa dall'inizio del 2015, per cui chi ha comprato il proprio Laptop Lenovo a inizio anno o sta accingendosi a farlo non avrà più questi problemi.

Ciò che è meno noto è il bilancio dell'operazione per il produttore cinese: stando alle stime di Forbes, nell'intento di fornire un servizio aggiuntivo ai propri clienti, Lenovo ha generato loro un danno dal quale stanno cominciando ad arrivare le prime richieste di indennizzo. Ma non solo: a fronte di una stima di ricavi che oscilla tra i 200.000 e i 500.000 dollari - si parla di stime: i dati ufficiali non sono disponibili - Lenovo si è trovata a dover lanciare una serie di azioni su scala mondiale, tanto sul fronte delle Public Relations quanto della pubblicità, i cui costi sono certamente molto più elevati del ricavo ipotizzato. E questo nell'ipotesi che non si scatenino varie azioni legali da parte dei consumatori con Class Action dagli esiti incerti, ma dall'impatto mediatico certamente negativo.

La lezione è quindi stata dura, ma è servita a convincere Lenovo di avviare un'azione "purificatrice" per tutti i propri sistemi.

Con un comunicato ufficiale, ha infatti annunciato di aver deciso di abbandonare definitivamente la pratica di pre-installare sui propri Laptop "Bloatware" o "Crapware", impegnandosi a consegnare macchine "pulite" o dotate unicamente di componenti funzionali a trarne effettivi benefici in relazione a specifiche capacità dell'Hardware.

A parziale risarcimento del disturbo arrecato ai propri clienti a causa del Malware Superfish, Lenovo ha anche donato un abbonamento di 6 mesi al servizio McAfee LiveSafe.

Lenovo in buona compagnia

In realtà, nella pratica di pre-caricare Crapware sulle apparecchiature nuove, Lenovo non è la sola, né è stata la prima: il termine Crapware sembra sia stato inizialmente coniato come Craplet - dalla fusione tra Crap e Applet - in casa Microsoft già nel 2007, in concomitanza al lancio di Windows Vista, di fronte alla preoccupazione che alcune componenti di terze parti potessero compromettere la stabilità e la reputazione del nuovo sistema operativo.

Nel 2007, in occasione del Consumer Electronics Show, Dell arrivò persino a dichiarare che questa fosse un modo intelligente per ridurre i costi delle proprie apparecchiature, sposandone quindi l'adozione in termini industriali.

Anche tra gli SmartPhone e i Tablet - specie con sistema operativo Android - questa è una pratica molto diffusa, che risulta estremamente salutare se chi dà il benestare a pre-caricare il software è in grado di garantirne la qualità e di controllarne ogni futuro aggiornamento. Altrimenti, può rivelarsi molto pericolosa, generando - come visto -danni a degli utenti inconsapevoli.

Il punto critico è che il Software capace di compromettere i certificati impiegato da Superfish è stato rilevato in molte altre applicazioni di tipo "Crapware". Questo perché la stessa Superfish si è avvalsa di un componente creato da un'altra azienda - chiamata Komodia - che l'ha venduto anche ad altri produttori. Qualche nome? Stando al sito arstechnica, nella lista rientrano CartCrunch Israel LTD, WiredTools LTD, Say Media Group LTD, Over the Rainbow Tech, System Alerts, ArcadeGiant, Objectify Media Inc., Catalytix Web Services, OptimizerMonitor e persino il Trojan Nurjax scoperto da Symantec lo scorso dicembre.

Così, risalire al Malware o individuarne le origini e le conseguenze diventa sempre più complesso, con danni potenziali anche di enorme portata. La stessa azienda creatrice di Superfish si dichiara ora vittima inconsapevole della situazione, facendo emergere una filiera di produttori che operano in un Limbo dal quale sarebbe meglio tenersi sempre fuori.

Una scelta, quella di Leonovo, che presto potrebbe esser seguita da molti altri produttori di Hardware e di Software che spesso divengono tramite per la diffusione di componenti ad alto rischio.

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