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SEO: Chi sono i Guru da seguire a livello Mondo? E in Italia?

Nei giorni scorsi, i francesi di Cogniteev, l'azienda che fornisce il servizio OnCrawl per l'ottimizzazione delle pagine Web, hanno pubblicato una lista di quelli che reputano i Guru del SEO, assolutamente da seguire su Twitter. Alcuni li conoscevo, molti, no. In più ne ho alcuni altri che considero importanti. Ma chi sono considerabili i Guru del SEO in Italia?

Le attività di SEO (Search Engine Optimization) vengono considerate da molti come una disciplina a cavallo tra la tecnica e l'arte, risultando cruciale per il successo di un qualsiasi sito su Internet. Una tecnica in quanto è composta da molte regole da seguire in modo rigoroso, essendo tuttavia un requisito indispensabile, ma non sufficiente.

Un'arte, perché le vere regole per emergere tra i primi nelle ricerche su Internet non sono pubbliche né formalizzate e tanto più continuano a cambiare nel tempo. Questo perché il regista delle regole è Google, il cui motore di ricerca continua a pesare più o meno per l'80% sull'insieme delle interrogazioni fatte dagli internauti, che si guarda bene dal pubblicare i propri algoritmi di selezione, limitandosi a dettare una serie di regole e i principi che le guidano, spesso attraverso la voce del proprio guru in materia, Matt Cutts.

Così, se l'attenzione ai contenuti, che devono essere di valore, esclusivi e ben strutturati, continua a regnare sovrana, nel tempo sono nati vari moduli di controllo (Penguin, Panda), alcuni parametri hanno perso di significato (come nel caso delle Meta Keyword), mentre altri sono stati delle vere e proprie meteore tipo l'Authorship creato dalla stessa Google, che l'ha poi cancellato a brevissima distanza dal suo concepimento.

Ondate di priorità per la SEO che continuano a cambiare nel tempo

L'effetto diretto di questa situazione si traduce nel susseguirsi di annunci da parte di vari esperti in SEO che proclamano di aver trovato formule magiche o scorciatoie per scalare la vetta delle ricerche su Google, variandone di volta in volta gli ingredienti e il peso. Indicazioni certamente interessanti e istruttive, che tuttavia si intersecano con le azioni di Google che aggiorna a ritmo serrato i propri algoritmi, puntando a fornire sempre risultati di qualità migliore e mantenendo il pieno controllo della propria fonte principale di ricavi.

Basti pensare che oltre ai cambiamenti radicali quali il passaggio dei criteri di ricerca dalle parole chiave alla semantica dei contenuti, l'introduzione degli algoritmi Panda e Penguin, che continuano ad essere modificati e potenziati, nei primi mesi del 2015 sono stati introdotti nuovi meccanismi di selezione basati, ad esempio, sulla capacità di supportare Device Mobili o sulla limitrofità geografica consentita dalla geolocalizzazione. Variazioni che hanno inciso pesantemente sul Ranking sia a livello di sito che di singole pagine.

Personalmente, ho un'opinione molto particolare su tutte queste attività: considero i punti esplicitati da Google come eccellenti parametri per misurare e indirizzare lo sviluppo dei contenuti e della struttura del sito, quindi delle preziose linee guida da seguire per raggiungere elevati livelli di qualità, ma non inseguo in modo maniacale tutti i criteri di ottimizzazione che di volta in volta vengono indicati come l'arma letale per arrivare nella prima posizione delle ricerche.

Ad esempio, il Page Ranking è considerato come uno dei parametri di maggior peso nelle selezioni. E il Page Ranking è fortemente condizionato dal numero di Link entranti sulla pagina, consideati come una sorta di voto o di attribuzione di valore al suo contenuto. Voto che ora viene assegnato anche a fronte dei Mi Piace su Facebook, dei Retweet su Twitter e sul seguito che si raccoglie in altri Social Network, a cominciare da Google Plus.

Dal mio punto di vista, i Link - così come i Mi Piace e via dicendo - sono più un attestato di stima nei riguardi dell'autore, che non un voto ai singoli contenuti espressi. Di conseguenza, mentre per alcuni specialisti del settore l'attività di Link Building si fonda su interventi tecnici, che talvolta sfociano in un illegale e antipatico commercio di Link, per me il punto fondamentale è sviluppare relazioni (personali) con i propri interlocutori. Da queste potranno derivare i Link, i Commenti, i Mi Piace. Cosa che è molto connessa alla nostra mentalià italiana, più centrata sulle relazioni e sulla reciprocità, che sui prodotti o i servizi proposti da sconosciuti...

Avere quindi tutte le competenze specifiche per svolgere al meglio le attività SEO risulta pertanto indispensabile pensando alla qualità strutturale del sito (velocità di caricamento delle pagine, leggibilità e fruibilità dei contenuti sui vari Device, assenza di Link interrotti, di errori di ortografia o grammatica...) e per valutare la qualità dei contenuti (valore aggiunto che offrono, attualità, completezza e correttezza delle informazioni), molto più che per ricevere un premio da Google in termini di posizionamento nei risultati delle ricerche. Cosa che potrà pagare, ma che se viene ricercata come priorità assoluta non porta lontano.

Così, quando sul sito di OnCrawl, un servizio francese per l'ottimizzazione delle pagine Web, è comparsa la lista di quelli che loro reputano essere i Guru del SEO, suggerendo di seguirli su Twitter, l'ho guardata con interesse, sapendo che su questo tema c'è sempre molto da imparare.

I Top Guru SEO 2015

Al primo posto della lista dei Guru SEO, i francesi di Cogniteev, l'azienda ha immesso sul mercato OnCrawl, hanno posizionato Rand Fishkin, fondatore di Moz, nel passato affermatasi come SEOmoz. Già, chi non conosce Moz, vero punto di riferimento per chiunque si occupi di SEO, tanto per avere le informazioni aggiornate - via Linkedin (il gruppo conta quasi 10,000 membri) quanto attraverso i loro Blog? Moz ha inoltre sviluppato alcuni dei Tool più accurati del mercato per analizzare il funzionamento dei siti, utilizzabili anche come add on dei browser. Condivido la scelta, essendo uno dei 250.000 follower di Rand.

Cutts MattAl secondo posto, il già citato Matt Cutts. In effetti, Matt gioca un po' sporco in questa partita: lui è quello che, operando dall'interno di Google, detta le regole, ma ne rende note al pubblico solo una parte e non sempre in sincronia con quando vengono applicate. Seguirne i contenuti è pertanto indispensabile, sebbene vadano più interpretati ed utilizzati principalmente come linee guida. Seguo, ovviamente, anche Matt che su Twitter ha circa 450.000 follower, quasi il doppio di Rand.

 Al terzo posto, Danny Sullivan fondatore di Search Engine Land che, confesso, non conoscevo nonostante i suoi 470.000 follower, ai quali mi sono prontamente aggiunto. Seguono quindi Bill Slawsky (19.700 follower), Brian Dean (20.300 follower), Aaron Wall, di SEObook.com ed una quindicina di altri che val la pena di valutare.

Nella lista io metterei in evidenza Neil Patel, i cui blog trovo sempre molto interessanti e istruttivi, Bart Gibby vicepresidente di Boostability, Daniel Tan, di SEOpressor, l'inglese Matthew Woodward, Loren Baker, fondatrice del SearchEngineJournal e alcuni altri che non sto a elencare per non eccedere troppo.

Esperti SEO in Italia

E a livello nazionale? Beh, qui le cose si fanno più difficili e frammentate. Quasi nessuno, infatti, misura i suoi follower in decine di migliaia, né è autore di Tool difussisi a livello internazionale, per cui probabilmente possiamo vantare una grande quantità di persone competenti, senza rilevare alcuna stella di riferimento.

C'è anche un altro aspetto da considerare: da noi l'attività di ottimizzazione sui motori di ricerca continua ad essere molto sottovalutata e spesso condotta da singole persone che ne hanno appreso i rudimenti, ma non hanno grosse strutture alle spalle, o ad agenzie generiche che hanno aggiunto al proprio portafoglio anche questa attività. Con il risultato che spesso si spendono grosse somme per fare siti poco utili sul piano commerciale e delle strategie dell'azienda, con così poche visite che restano praticamente sconosciuti. Con il risultato di deludere le aspettative di clienti che difficilmente re-investiranno in questa attività.

Per fortuna, non è sempre così, con aziende che invece, grazie anche a specialisti di grande competenza, stanno traendo dal Web i risultati sperati, andando molto oltre le ipotesi iniziali.

Il primo che mi viene in mente, che però non conosco di persona, è Marco Salvadori, fondatore del gruppo SEO Italia su Linkedin che conta oltre 3.500 iscritti.

Ci sono poi Riccardo Perini, che su Twitter ha quasi 2.000 follower, Matteo Monari che ha molta esperienza internazionale e anche lui poco meno di 2.000 follower su Twitter, Federico Sasso, che ha addirittura avviato lo sviluppo di un Tool molto ambizioso per il monitoraggio dei parametri SEO dei siti, Pasquale Gangemi, Ivano Di Biasi, che ha uno dei siti italiani con il più alto Domain Ranking nel settore, Giorgio Taverniti, fondatore di un seguitissimo forum e organizzatore del convegno nazionale dedicato al Search Marketing.

Per il momento, mi fermo qui: qualcuno ha suggerimenti e proposte di nomi da aggiungere? Lo aspetto tra i commenti: è il benevenuto!

Ultima modifica ilSabato, 20 Giugno 2015 15:43

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