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Cerchi lavoro o vuoi cambiarlo? Attento a Twitter!

Cerchi lavoro o vuoi cambiarlo? Attento a Twitter!

Toni Bowers redattore di Career Management, divisione di TechRepublic, ha intervistato un Head Hunter sugli effetti che Twitter può produrre nei processi di selezione del personale e ha scoperto che....

Chi di noi non ha un Account su Twitter? E una volta che l'abbiamo aperto, siamo stati capaci di resistere alla tentazione di dire alla nostra, magari in risposta ad una frase provocatoria, a commento di un programma televisivo o di un evento coinvolgente?

Bene: in un interessante articolo pubblicato su Techrepublic, Toni Bower riporta i punti salienti di un'intervista fatta ad un importante Head Hunter sugli effetti che i Tweet possono avere in termini positivi o negativi su chi cerca un nuovo lavoro, nell'ambito dei processi di selezione del personale. Se si è interessati a cambiar lavoro - e presto o tardi capita a tutti - attenzione a cosa si pubblica sulla rete e... seguiamo in consigli degli esperti!

Cosa scriviamo, cosa "arriva" ai selezionatori di personale

Perché lanciamo dei Tweet? Le motivazioni che ci possono spingere a farlo sono svariate: dal desiderio di condividere un pensiero, alla voglia di esprimere una gioia, un dissenso, una protesta; dal voler conquistarsi popolarità a quella di ottenere consensi; dalla speranza di emergere per ciò che si pensa e scrive, a quella di convincere altri della bontà delle proprie idee.

Già, ma di tutto questo, su cosa concentrano la propria attenzione gli Head Hunter o gli addetti alla selezione del personale come viene percepito ciò che leggono? Intanto, una prima considerazione: ormai è normale che, una volta individuato un possibile candidato alla posizione da coprire - avendone valutato il curriculum o anche avendolo ricercato per ruolo analogo occupato in altre aziende concorrenti o simili a quella di destinazione - si faccia una ricerca sulla rete per approfondirne la conoscenza, verificare se quanto appare nel CV si riflette in altre parti del Web, per integrare le informazioni "ufficiali" con quelle che appaiono pubblicamente per iniziativa dello stesso candidato o del suo intorno. Quindi, ciò che vale per Twitter può essere esteso anche a Facebook, Linkedin, Pinterest e via dicendo. In secondo luogo, ricordiamoci che chi seleziona il personale deve risolvere un problema: mettere nel ruolo scoperto una persona che sia in grado di occuparlo degnamente, quindi che conosca il mestiere e che sia in grado di dare un contributo concreto all'azienda. Vengono pertanto apprezzate doti come le competenze, l'intelligenza, l'arguzia, la capacità di collaborare, mentre aspetti quali l'egoismo, l'individualismo, l'irascibilità costituiscono elementi che trasmettono un'impressione fortemente negativa.

I Tweet che aiutano nei processi di selezione del personale per un nuovo lavoro

In sostanza, quindi, nella sua intervista, Toni Bower ha raccolto gli elementi sui quali puntare e quelli da evitare.

  1. Competenza: spesso i Tweet vengono lanciati su argomenti molto lontani dal proprio lavoro, come per esprimere un commento ad un risultato sportivo, ad un programma televisivo o ad un evento mediatico. Agli occhi di un Head Hunter tutti questi contano poco, mentre assumono valore quelli correlati al mestiere che fa la persona, senza entrare nello specifico, ma magari esprimendo un'opinione o un consiglio. Quindi, senza esagerare, di tanto in tanto usare Twitter anche per commentare eventi vicino alla propria attività/competenza.
  2. Compassione: ci ricordiamo del punto precedente nel quale si faceva riferimento all'egoismo e all'individualismo come elementi negativi, da contrapporre alla vocazione a far squadra, gruppo? Bene: esprimere dei commenti su fatti sociali, solidarizzando con gli altri e creando empatia con i propri follower a fronte di eventi emotivamente coinvolgenti, evitando di incentrare tutti i propri interessi su sé stessi ed il proprio nucleo di Follower può avere un effetto positivo proprio nello spirito di apertura e capacità di operare con e per gli altri.
  3. Contatti: apparire come persone vere, aperte al confronto, che evitano di nascondersi dietro pseudonimi o cercando di mantenere il più elevato possibile il proprio anonimato non aiuta. Quindi, a cominciare dall'Account, i selezionatori di personale valutano la presenza di riferimenti diretti alla persona come un Link al suo profilo, un indirizzo di posta elettronica, gli elementi che ne connotano le capacità. Il che vuol dire che è meglio curare bene anche questo aspetto: se l'occasione di incontro non è favorevole per la posizione occupata, avendo suscitato una buona impressione sull'Head Hunter si creano le premesse per esser contattato quando la ricerca sarà più affine alle proprie caratteristiche/capacità.
  4. Pomposità: trasmettere via Twitter - o anche altri Media - un'impressione di eccessiva superbia, di litigiosità, di pomposità nell'illustrare le proprie ragioni costituisce un serio pericolo in quanto difficilmente una persona di tal genere sarà inseribile in un'organizzazione nella quale dovrà "far gruppo". La cosa peggiore che si può fare via Twitter è pubblicare insulti espliciti - non importa verso cosa o chi - screditando in modo irrimediabile chi li lancia, non chi li riceve. Di conseguenza, curare sempre i toni con i quali si esprimono le proprie opinioni.Attenzione a Twitter per Nuovo- Posto di Lavoro
  5. Politica: può essere un'arma a doppio taglio. Sebbene schierarsi possa essere legittimo e rispettato, nel Business spesso è pericoloso in quanto può pregiudicare la possibilità di fare affari con chi ha posizioni opposte al proprio schieramento. La stessa cosa, sebbene con minori effetti negativi, la si può riscontrare a fronte del tifo calcistico. Tant'è che tutti i corsi base di vendita specificano agli allievi di non parlare mai con i propri clienti di calcio o di politica. La stessa cosa vale per Twitter, specie se si assumono posizioni troppo estremiste o ci si fa coinvolgere in discussioni che superano i limiti del puro confronto di idee. In sostanza, se si può, meglio evitare la politica lasciando a chi lo fa di professione il compito di esporsi. Ma se si desidera comunque esprimere la propria farlo in modo argomentato ed evitando sterili polemiche.
  6. Produttività: attenzione agli orari di lavoro! Cosa può pensare un Head Hunter nel vedere pubblicati dei Tweet sulle vacanze alle 11,30 di un qualsiasi giorno lavorativo? Certo, l'impressione che si trasmette non è quella di avere una grande dedizione al lavoro, per cui il rischio è essere assimilati a funzionari scansafatiche, più interessati ad occupare la scrivania che a dare il meglio di sé stessi per l'azienda. Quindi, occhio a quando si Twitta...

Qui ho liberamente interpretato l'articolo originale di Toni Bower, per leggere il quale è sufficiente cliccare sul suo titolo Uso di Twitter per la ricerca di un nuovo posto di lavoro, ma mi piacerebbe condividerne i contenuti, ricevendo i commenti di Head Hunter e selezionatori di personale italiani, nonché di chi in fase di cambiamento di lavoro ha avuto esperienze di tal genere...

 

 

 

Ultima modifica ilMercoledì, 04 Settembre 2013 10:37

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