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Web, Social Networks, Giornali e (web)Giornalisti

Web, Social Networks, Giornali e (web)Giornalisti

Allo IAB Forum, un'interessante Tavola Rotonda tra autorevoli Direttori di testate giornalistiche - su Web e no - che riflette lo stridere tra il vecchio ed il nuovo modo di fare informazione e di come sta evolvendo con lentezza la professione di giornalista... 

Che la professione di "giornalista" sia in crisi è un fatto: lo dimostrano lo sgretolarsi delle redazioni, il moltiplicarsi di giornalisti "a spasso", le pressioni per lo scioglimento dell'Ordine dei Giornalisti, le commistioni tra articoli "redazionali" e "commissionati" e molti altri episodi dei quali sono ormai piene le cronache di tutti i giorni.

L'attenzione al fenomeno è data dalla forza con la quale l'informazione è in grado di cambiare le opinioni della gente e persino i fatti. Con il Web, tuttavia, stanno cambiando radicalmente le regole di tutto il settore, per cui le tensioni tra il vecchio mondo ed il nuovo sono all'ordine del giorno, imprimendo un'accelerazione all'intero settore, la cui portata è difficilmente immaginabile. Colgo lo spunto di queste considerazioni, alle quali ne aggiungerò altre di personali, in seguito al dibattito tenutosi allo IAB Forum lo scorso 11 ottobre, che a vistoo la partecipazione di:

  • Jacopo Tondelli, Direttore Linkiesta
  • Peter Gomez, Direttore Il Fatto Quotidiano
  • Paolo Liguori, Direttore Editoriale New Media Mediaset
  • Paolo Madron, Direttore Responsabile Lettera 43

Coordinati da Francesca Senette, Giornalista e Blogger

Prima di tutto, una vista sui numeri, grazie ai dati presentati - sempre allo IAB Forum - da Enrico Gasperini, Presidente di Audiweb, l'organizzazione che monitorizza il traffico sulla rete, fornendo agli investitori pubblicitari le indicazioni su quanto e dove si distribuisce il pubblico. Come si può vedere dalla tablla qui sotto, le News costituiscono una delle aree di maggior attrazione dei WebNaviganti, per cui da un lato hanno potenzialmente un'immensa forza commerciale, potendo generare importanti bacini di audience e quindi di fatturati pubblicitari, dall'altro di "fare opinione":

 

IAB Forum 2012 - I dati dellAudience sulle News

Sul Web, in sostanza, la gente si informa, dedicando molto del suo tempo di navigazione proprio a questo.

C'è però un altro dato da considerare, così come ben evidenziato dallo stesso Gasperini: in un anno, dal 2011 al 2012, a crescere di più sono stati i Social Network, con tassi del 75%, seguiti da tutte le altre aree, mentre sul piano della comunicazione, a farla da padrone sono i filmati, seguiti da notizie con immagini. Indipendentemente che le fonti siano testate giornalistiche, blog o Social Network:

IAB Forum 2012- AudiWeb - La crescita dei Social Network in Italia

Da qui le considerazioni che seguono, alcune dei partecipanti al dibattito, altre mie personali, altre ancora tratte dai Tweet che si sono intercalati nella discussione.

Peter Gomez: successo inaudito

Un fenomeno assolutamente soprendende è la discrepanza tra il relativamente modesto numero dei lettori del Fatto Qutidiano su carta, e quelli di assoluto primato della versione OnLine. Tant'è che sono stati a lungo davanti La Repubblica, accusata dallo stesso Peter Gomez di aver effettuato il sorpasso in modo non del tutto chiaro, specie per il brevissimo tempo nel quale ciò è avvenuto...

Peter Gomez giustifica il successo conseguito in due modi: da un lato, l'aver diviso le opinioni dai fatti, cercando di pubblicare il maggior numero dei fatti, specialmente quelli che non trovano spazio su altre testate. Dall'altro l'aver aperto lo spazio ad un gran numero di lettori, che spesso si trasformano in fonti di altri fatti.

Mi viene da dire sul modello vincente di Strisca la Notizia.

E pensando al futuro, per Gomez, "La carta stampata non andrà a morire, ma avrà una posizione come quella della radio oggi rispetto alla televisione." Cosa sulal quale concordo, sebbene la carta stampata, così come d'altronde ha fatto la Radio dovrà ripensare ai propri modelli, formati, destinatari, momenti di fruizione.

Paolo Liguori: Pubblicitari investite sul Web. Se non siete capaci ne' creativi, copiate, ma INVESTITE. Dovete perche' conviene!

Con molto più vigore, Paolo Liguori, che attualmente dirige i canali informativi via Web di Mediaset, esalta la prontezza con la quale il Web è in grado di pubblicare informazioni e la rapidità con la quale queste si possono diffondere, vedendone una sorta di acceleratore dei tradizionali canali televisivi, quindi un mezzo dal potenziale ancora in gran parte inesplorato, sebbene lui stesso vi operi da una decina di anni.

Di conseguenza, suggerisce agli investitori di pubblicità di considerarlo come IL canale del futuro, studiandovi altre forme di comunicazione, grazie proprio all'interesse che la combinazione News/Video stanno suscitando nel pubblico.

Entrambi, poi, denunciano le difficoltà di "fare ricavi diretti" sulle notizie, sottolineando che chi ci ha provato ha subito tali cali di pubblico da doversi ricredere rapidamente, tornado alle tradizionali pratiche che vogliono la totale gratuità dell'informazione. Con alcune cautele: "dal momento che spesso il pubblico è più competente di noi stessi giornalisti - dice Gomez - dobbiamo avere l'umità di ammettere gli errori che eventualmente commettiamo e di ascoltar di più i veri esperti, ricordandoci anche che fare censure non è conveniente, visto che la rete è aperta e nascondere le notizie risulta impossibile. In sostanza, la rete sta rendendo migliori anche gli stessi giornalisti. E questo è un bene per l'intera società nel suo insieme."

Mie considerazioni personali, intercalate da Tweet

1. Tutto vero e condivisibile, ma al di là della multimedialità e dell'immediatezza di pubblicazione e circolazione, la rete è prima di tutto interattività. Quindi, non più un canale monodirezionale (testata-->pubblico), ma di tipo molti a molti. Per cui ha diritto di parola chi è veramente competente - o si è documentato - in materia e ha anche la capacità di confrontarsi a viso aperto con il pubblico, dal quale spesso può apprendere, oltre che dare.

  - Il web, rispetto alla carta stampata, ha una marcia in più: l'interattività. 
 L'importante e' cosa hai da dire, non dove lo dici !! Gomez 

 

2. La rete rende tutti autori: chiunque può pubblicare un Blog, pubblicare proprie considerazioni su FaceBook o su qualsiasi altro Social Networt. E l'accresciuta scolarizzazione ha fornito a tutti i mezzi per poter dire la loro. Solo che ce l'abbiano e lo vogliano. Se poi la loro è ben documentata e argomentata, avranno seguito. Altrimenti rimarranno lettera morta. Così io spiego anche il grande successo - e seguito - che sta riscuotendo Oscar Giannino: quando affronta un qualsiasi argomento lo fa fornito di una tal quantità di dati da essere difficilmente smentito o contraddetto. In tal modo si conquista sul campo seguito e credibilità. E' questa la strada che dovranno seguire i giornalisti, se vogliono sopravvivere come ruolo, trasformandosi da "comunicatori-ripetitori" in "comunicatori-competenti", tipo lo stesso Giannino o, tanto per fornire esempi in altri ambiti Piero Angela e figlio.

 

 -  Giornalisti che vengono da stampa e radio definiti comunicazione "normale". Ps: per NOI i blog, fb, web, app, ecc sono "normali"!
 Il 75% del traffico news proviene dai Social. Perché non c'è il giornale pioniere e leader in Italia nel settore? .it 

3. Peter Gomez asserisce: "Il web è importante, ma quando ho una notizia per diffonderla mi andrebbe bene anche un muro". Ecco io credo sia importate diffondere la notizia, ma non credo nel valore del giornalista in qualità di "diffusore/pappagallo", quanto in una figura capace di inserire la notizia in un contesto, di pesarla, di proiettarla nel futuro, dandovi un senso in relazione anche al suo impatto sulla nostra vita quotidiana.

Faccio un esempi e giungo ad una conclusione: dire che oggi sono morte 3 persone di AIDS a Milano, dal mio punto di vista, ha ben poco valore. Cosa vuol dire? Sono di più o di meno di quelle di ieri o di quelle previste per domani? Chi erano, ovvero come avevano contratto il virus? Da quanto erano malate e quali cure hanno seguito? Con quali effetti positivi/negativi? Quali pericoli ho di rimanere a mia volta infettato - come persona - o quali prospettive ho se sono un ricercatore, in investitore, un responsabile di servizi sanitari? Quali sono le opinioni degli esperti in merito?

Basta! al lavoro di Giornalista / Ripetitore

Questo va ben oltre il lavoro del "ripetitore" e chiede una capacità di esaminare un singolo accadimento da diversi punti di vista, attingendo il sapere da altri, correlando dati, fatti, sensazioni, così da trasmettere un'opinione - documentata - da condividere o eventualmente mettere in discussione e a confronto. Quanti sono capaci di affrontare l'attività in tal modo?

Ciò vale tanto per i giornalisti, quanto per i blogger o chi posta sui Socal Network: spinti dalle esigenze di SEO, SEM, PPC i contenuti pubblicti sulla rete stanno crescendo a vista d'occhio. Così come i post su Facebook, spesso di infima qualità, che gridano - o ripetono - frasi senza senso o non supportate da fatti reali, creando un grande rumore del quale spesso si farebbe volentieri a meno. Esattamente come di tanti articoli che non dicono assolutamente nulla, ma che magari sono pubblicati su testate "finanziate" in modo più o meno legittimo con fondi pubblici. Mentre le opinioni di valore chiunque è disposto a pagarle, così come avviene con i consulenti, gli analisti i professionisti. Ad esempio: grazie al Web, chiunque può farsi l'anamnesi di una malattia. Ma poi, si fiderà delle proprie conclusioni o andrà da un medico - pagandolo - per averne l'opinione?

Opinioni di Valore, il Valore delle Opinioni

E lo stesso giornale che compriamo, lo acquistiamo per le notizie che contiene o le opinioni di chi vi scrive che stimiamo come persona o come giornalista di quella testata?

In conclusione, è vero che è e sarà sempre più difficile farsi parare le notizie, che per altro pubblicano tutti i quotidiani in quanto provendono dalle agenzie di stampa nazionali o internazionali, ma a fare la vera differenza è il valore aggiunto delle opinioni che possono essere espresse da notisti autorevoli, da blogger, da consulenti, ma più ancora in generale da chiunque abbia competenze, spirito critico, capacità di comunicazione, voglia di condivisione e attidudine al confronto.

Questo, per me, è il profilo del vero Giornalista, che qualche volta troviamo già nel presente, ma che certamente sarà l'unico che sopravviverà nel futuro!

Ultima modifica ilMartedì, 19 Marzo 2013 21:19

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