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Il futuro secondo Microsoft

Quest’anno, dopo un po’ di tempo che vi mancavo, sono tornato all’evento che ormai da dieci anni Microsoft organizza per la sua comunità di sviluppatori, dedicato al tema Future Decoded. Temi interessanti, portatori di novità da esplorare per le opportuinità che offrono...

L'edizione 2016 della conferenza annuale per sviluppatori si è svolta nei giorni scorsi a Milano presso l’ex Palazzo del Ghiaccio di Milano in un contesto fatto più di teatri e spazi formativi che non di esposizione. Scelta azzeccata, nonostante le difficoltà di parcheggio nell'area, favorita dalla tangibile necessità di formazione manifestata dai partecipanti alle prese con un continuo susseguirsi di nuove tecnologie, architetture, strumenti spesso di difficile comprensione, ma capaci di assicurare risultati strabilianti a chi riesce ad impadronirsene.

Cosa mi è piaciuto della conferenza di Microsoft sul futuro delle tecnologie

Tre sono i punti che più di ogni altro mi sono sembrati molto interessanti:

  1. Lo spirito “tecnico-pioneristico” di Microsoft che continua a permearne le presentazioni e la creazione di nuovi strumenti per sviluppatori. Non per nulla, Scott Guthrie, che in Microsoft occupa la posizione di Executive Vice President, Cloud & Enterprise Group, quindi un Top Manager di livello mondiale, quando è salito sul palco si è messo alla tastiera come un qualsiasi programmatore e ha cominciato a pigiare sui tasti dimostrando come in pochi minuti si possono creare nuove applicazioni senza scrivere una sola riga di codice, ma semplicemente connettendo tra loro componenti pre-definiti. Future Decoded 2016 Scott GuthrieUno spirito che ho poi riscontrato in Carlo Purassanta, il General Manager di Microsoft Italia, che a sua volta si è seduto in platea durante la conferenza stampa molto tecnica che è seguita alla sessione plenaria, contento di poter entrare nel merito delle tecnologie anziché occuparsi, com’è costretto dal ruolo che occupa, di numeri, clienti e personale.
  2. Il nuovo bilanciamento tra i convenuti in sala ed i partecipanti via Web: a occhio, e stando alle dichiarazioni ufficiali di Microsoft, siamo ad un rapporto tra qualche centinaio di partecipanti, contro un paio di decine di migliaia connesse dalla rete. Certo, via Web si perdono il clima, i rumor, le interazioni con le persone che ritengo sempre siano la parte più frizzante di qualsiasi evento, ma per chi cerca informazioni e indicazioni assistere in teleconferenza alla manifestazione fa risparmiare molto tempo e denaro a chi ha poco dell’uno e dell’altro.
  3. I partecipanti: età media 30anni, o meno. Giovani motivati, attenti, competenti che smentiscono con i fatti lo stereotipo dei giovani senza né arte né parte molto spesso al centro dell’attenzione di Media e opinione pubblica. E il riscontro è tangibile: altro che disoccupati! Lavorano e studiano di giorno e notte, appassionati a ciò che fanno, carichi di entusiasmo e motivazioni che li portano a vivere il proprio lavoro, non a subirlo! Giovani dei quali c’è gran fame nelle imprese, ma che spesso le imprese se le fanno da soli, in alcuni casi con grande successo! Carlo PurassantaCome ha ricordato nel suo intervento, Carlo Purassanta: “Lo scorso maggio, Microsoft ha acquisito Solair, startup bolognese specializzatosi nel Cloud Computing e nell'Internet delle cose (IoT). Oggi, a distanza di pochi mesi, l’azienda ha già allargato i propri confini e ormai lavora su scala mondiale.

I Temi principali del futuro secondo Microsoft

Sebbene il titolo dell’incontro “Future Decoded” suonasse promettente, ma nel contempo forse eccessivamente altisonante, i temi affrontati nella due giornate rappresentano ciò che per Microsoft è il futuro della tecnologia, riassumibile in due parole: Tutto Cloud! O, “il mondo si dipinge di azzurro”, pardon Azure...

Un percorso costellato di nuovi prodotti, servizi e acquisizioni che ha accelerato il passo nell’ultimo anno, ma che ha ancora molta strada da compiere.

La combinazione Piattaforme Cloud / Big Data & Analytics /Sensori e IoT sta già avendo degli effetti dirompenti sul nostro attuale modo di produrre, vivere, prendere decisioni, ma di fatto è ancora all’inizio. Termini quali Industria 4.0, Quarta Rivoluzione Industriale e così via stanno entrando nel nostro linguaggio comune, spesso senza averne una definizione precisa e condivisa, ma evocando proprio i cambiamenti che ci troviamo davanti. Cambiamenti dai quali i più preparati e svelti a coglierli potranno approfittare di nuove prospettive e opportunità.

Una trasformazione che si riflette anche a livello di infrastrutture. E’ in atto un fenomeno di crescita esponenziale dei Data Center, specialmente delle aziende che offrono servizi di Cloud Computing tipo la stessa Microsoft, oltre a Google, Amazon, IBM. Con il risultato che si stanno facendo consistenti investimenti per incrementarne l’efficienza e l’automazione. Un fenomeno che ha dirette ricadute sulla nascita di nuove architetture e strumenti che offrono molti vantaggi anche le aziende tradizionali che li adottano.

Nello stesso tempo, sul versante dell’utenza, gli investimenti si stanno concentrando sulle tecnologie per allargare l’accesso ai servizi IT ad una popolazione sempre più ampia e non necessariamente dotata di competenze informatiche. Un esempio di ciò è stato offerto da Andrea Benedetti con Power BI, Tool che consente di catturare dati direttamente dalle tabelle accedute via Web Browser, combinarli con dati provenienti da altre fonti per svilupparne analisi, report, simulazioni. Un’attività che nel passato avrebbe richiesto giorni e giorni di analisi, programmazione, integrazione dei dati con interventi di tecnici specializzati a fronte di processi più o meno sofisticati per l’analisi dei requisiti degli utenti. Uno scenario operativo del tutto nuovo, ma già parte del nostro presente!

Cosa mi è piaciuto meno

Indubbiamente interessante la disposizione dell’area, con numerosi teatri distribuiti in ogni dove, nei quali tecnici di vario genere – dagli specialisti di prodotto, ai realizzatori di applicazioni e soluzioni – si sono alternati nel presentare la tecnologia in quanto tale o ciò che se ne può ricavare. Compito, quest’ultimo, nel quale alcuni partner di Microsoft hanno sicuramente avuto un ruolo determinante e trascinante. Ma nell’insieme un po’ troppo dispersiva e frammentata.

Selezionare e seguire gli interventi di proprio interesse non è stato certo facile, al punto che Fabio Santini, direttore della divisione Developer di Microsoft Italia e anfitrione della manifestazione, citando le cose più curiose che aveva rilevato ha raccontato di alcuni partecipanti che con le cuffie seguivano un intervento, mentre erano in piedi a metà tra altri due teatri per non perdersene gli altri in contemporanea...

Il secondo punto di perplessità è stato sui contenuti della traccia “Business”, nell’ambito della quale si è anche collocato l’intervento di Scott Guthrie. Scott, infatti, ammirevole per le sue capacità tecniche, dalla sua posizione di Top Manager di Microsoft Corporation ha infatti una visibilità a livello mondiale sui progetti, le soluzioni, i risultati ottenuti dalle imprese più avanzate, misurandoli in termini di ritorni di investimenti, guadagni di produttività, nascita di nuovi servizi e via dicendo.

Mi sarei aspettato un intervento più “ispirante”, che “dimostrante” in modo tale da far germinare nuove iniziative e opportunità di “Business” tra i convenuti. Opinione che ho condiviso con i vertici di Microsoft che tuttavia hanno scelto questo taglio proprio per soddisfare le richieste e i desideri degli sviluppatori.

Infine, alcune tecnologie per me inquietanti, sebbene ne riconosco il valore in termini aziendali.

La prima è etichettata see4me ed è scaricabile dallo store di Microsoft. Appartiene alla famiglia dei Cognitive Services di Azure e, attraverso il riconoscimento delle immagini, non solo consente di identificare un volto, una persona, ma sembra essere in grado di rilevarne gli atteggiamenti e le emozioni. Francamente, comincio a temere sempre di più il “Grande Fratello” di George Orwell: pensiamo a cosa se ne potrebbe fare inserendo see4me in telecamere sparse ovunque, in occhiali, sul parabrezza delle auto… Certamente utile ai fini della sicurezza, ma che fine fa la vita privata delle persone?

La seconda è un analogo sistema in grado di interpretare quanto viene detto a voce dalle persone e rispondere di conseguenza. Così, mentre crediamo di parlare con un’altra persona in realtà stiamo interagendo con un computer che non si potrà limitare a prendere ordini o dare risposte predefinite, ma in prospettiva ha l’ambizione di instaurare anche una conversazione. Mmmmmm, terribile!

Ultima modifica ilMercoledì, 12 Ottobre 2016 10:42

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