Menu

Windows XP e Windows 8: doppio autogol per Microsoft

Nonostante dallo scorso 8 Aprile, il glorioso Windows XP sia stato dichiarato “morto” da Microsoft, non c'è stata una corsa all'acquisto del nuovo Windows 8.1, ma in compenso nel mercato è stato instillato il timore dell'obsolescenza forzata del software, aprendo parecchie perplessità su...

Ok, la notizia è nota da tempo, al punto di esser considerata ormai superata: così come annunciato con largo anticipo, lo scorso 8 Aprile Microsoft ha cessato di erogare supporto generalizzato per il proprio sistema operativo Windows XP, lasciando aperta alle aziende la possibilità di sottoscrivere onerosi contratti di assistenza personalizzata, ma interrompendo anche gli aggiornamenti per Microsoft Security Essentials e altri applicativi ormai “datati”.

Andando a visitare la pagina pubblicata da Microsoft a favore degli attuali utenti di Windows XP, la strada suggerita è “passare a Windows 8.1”, ma nello stesso tempo viene segnalato che ben difficilmente il computer che si sta utilizzando sarà in grado di supportarlo per via dell'insufficiente potenza del microprocessore o della disponibilità di memoria del sistema. Così, l'unica via consiste nel buttare via Hardware e Software, dopo aver salvato i dati, pronti per trasferirli su un PC nuovo di pacca.

Fino a qui, le aspettative e i suggerimenti di Microsoft. Ma è andata proprio così?

Migrazioni da XP: molto al di sotto delle aspettative e non sempre nella direzione attesa

Direi di no: non c'è stata una corsa alla sostituzione delle macchine, con ben oltre il 25% dei Desktop e dei LapTop in circolazione ancora fermi a XP, decisamente uno dei migliori sistemi operativi mai rilasciati da Microsoft, dal quale molti utenti faranno molta fatica a separarsi. E i motivi sono presto detti: al di là della necessità di sostituire PC e Server che continuano a fare perfettamente il loro lavoro, si rischia di compromettere il funzionamento di un insieme di periferiche che si sono radicate nel tempo nelle case e nelle aziende: stampanti, scanner, plotter e molte altre unità i cui Driver per i nuovi sistemi operativi non sono più stati rilasciati.

Cosa analoga può accadere alle applicazioni, molte delle quali possono ancora funzionare su Windows 7, ma più difficilmente sulla successiva versione 8.

L'eventuale migrazione costringerebbe quindi ad intervenire su scala molto più ampia che non al solo livello del sistema operativo, tant'è che molti di quelli che la stanno avviando si dirigono verso la versione 7 di Windows, anziché la 8 o la 81.

Perché doppio autogol? Perché all'abbandono di XP si contrappongono le difficoltà di Windows 8 / 8.1 ancora alla ricerca di una propria identità tra il mondo PC, gli SmartPhone, i Tablet nel difficile equilibrio tra interfacce “Touch” e tradizionali, tra uso professionale e amatoriale, tra applicazioni d'ufficio e navigazione su Web.

Un inseguimento verso il sistema operativo di Apple e quello che anche Google sta facendo diventare a partire dal proprio Android. E proprio questi due potrebbero divenire i maggiori beneficiari della forzatura impressa da Microsoft al mercato. Infatti, se proprio si deve migrare – cosa che non viene fatta a meno di non esservi costretti, visto che nella gran parte dei casi il sistema fa attualmente ciò che serve e sostituirlo vorrebbe anche dire ricomprare buona parte dell'hardware in uso – perché non prendere in considerazione sistemi alternativi a Microsoft, magari partendo proprio da ciò che uso abitualmente sullo SmartPhone o sul Tablet?

L'autogol diventa ancor più drammatico se prendiamo in considerazione un altro aspetto della questione, ovvero il rapporto tra gli utenti ed i propri fornitori. Di fatto, Microsoft sta dicendo che esercitando un proprio sacrosanto diritto, può determinare autonomamente la fine di un prodotto, dettando nuove regole per garantirsene il supporto, senza lasciare a nessun altro la possibilità di intervenirvi autonomamente visto che i sorgenti non sono pubblici ma posseduti unicamente dalla casa di Redmond.

Un problema che si era già posto nel passato quando IBM decise di chiudere con l'infelice esperienza del suo sistema operativo per PC – chiamato OS2 – con tre differenze:

  1. Da un lato, purtroppo per IBM, OS2 non aveva avuto il successo di Windows XP, per cui il numero di utenti che sono stati impattati da tale scelta sono alla fine risultati ben meno numerosi;
  2. Dall'altro, nel momento in cui ha lasciato, ha reso pubblicamente disponibili i sorgenti, per cui chiunque avrebbe potuto continuare ad aggiornare il sistema qualora ne avesse avuto intenzione e convenienza;
  3. Da ultimo, abbandonando OS2, IBM è uscita dal mercato dei sistemi operativi per PC, per cui non ha avuto il problema di continuare a gestire la propria offerta, rinnovando il rapporto fiduciario con i propri clienti per quanto riguarda l'affidabilità nel tempo.

Nel caso di Microsoft, infatti, la decisione può apparire come una forzatura commerciale per spingere le vendite di Windows 8 i cui risultati sono nettamente al di sotto delle attese. Ma questo potrebbe far riflettere sull'opportunità di continuare ad appoggiarsi su sistemi proprietari, considerando come alternativa il software Open Source, quindi Linux, Ubuntu o Android. Con il discorso che potrebbe ulteriormente allargarsi, mettendo in discussione l'utilità di PC, oggi sempre più sostituiti nelle funzionalità da Tablet e SmartPhone...

D'altronde, gli stessi successori di XP – quali, nell'ordine, Vista e Windows 7 – non hanno avuto lo stesso successo di Windows XP, con il risultato di aprire nuovi spazi a Apple e allo stesso Ubuntu, la versione di Linux per PC, che è in grado di funzionare anche su macchine estremamente poco potenti...

Alla sostituzione di XP non è quindi detto che si rinnovi la fedeltà a Microsoft, con conseguente perdita di quote di mercato e di clienti nel settore. Fenomeno che sta puntualmente avvenendo anche nell'area degli antivirus, con vari produttori che stanno approfittando del terrorismo creato attorno alla possibilità di esser colpiti da Malware a causa della vulnerabilità di un XP non più protetto da Microsoft, per rilasciare nuovi prodotti e servizi progettati per il vecchio – e glorioso – sistema operativo.

Guardando al futuro, i limiti di XP appaiono evidenti

Se per un attimo abbandoniamo il punto di vista strettamente commerciale, esistono numerosi aspetti tecnici alla base della necessità di sostituire XP. Per citarne solo un paio, andiamo alla sua architettura a 32-bit, incapace di supportare più di 4Gb di memoria, così come le applicazioni che fanno uso corretto delle capacità offerte dai 64-bit, all'impossibilità di gestire dischi di oltre 2Tb. Caratteristiche che impediscono di utilizzare i propri computer in contesti avanzati, ma che non è detto siano significative per usare un Word Processor o uno Spreadsheet, come tuttora viene ancora fatto in molti casi.

In conclusione, la necessità di aggiornare il sistema per adeguarlo all'innovazione tecnologica che incalza è evidente, ma forzare a farlo chi non ne sente la necessità può rivelarsi un irreparabile autogol. E i fatti lo stanno dimostrando!

 

Ultima modifica ilSabato, 24 Maggio 2014 11:20

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Torna in alto