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La TV del futuro? su IP, Interattiva, Sociale

La TV del futuro? su IP, Interattiva, Sociale

Al Venture Camp di Mind the Bridge, tra le 15 start-up finaliste e del premio Rcs MediaGroup, con la sua innovativa iLike TV, Arkimedia fa un passo in avanti verso la televisione del futuro, rendendo già obsolescente il digitale terrestre e soldi buttati quelli per gli incentivi che vi sono stati erogati!

Non sono un disfattista e tantomeno mi voglio allineare a quelli che fanno delle critiche al Governo il loro scopo di vita. Ma le scelte miopi, da qualsiasi parte vengano, mi danno parecchio fastidio, indipendentemente dal fatto che siano motivate da incompetenza, scarsa visione o malaffare. L'occasione di queste considerazioni mi è data dalla partecipazione alle due giornate del Venture Camp di Mind the Bridge, una illuminata iniziativa che punta a favorire lo sviluppo delle migliori start-up nazionali, offrendo loro dei premi, ma soprattutto la possibilità di aprire un contatto diretto con Venture Capital nazionali ed internazionali, interessati a finanziarne la crescita. Il Bridge è quello che idealmente vorrebbe collegare l'Italia alla mitica Silocon Valley, dove da sempre tutto accade, alla quale oggi si sta affiancando una sempre più viva e gettonata Berlino.

Molto interessanti tutte le iniziative presentate - frutto di una selezione durata parecchi mesi e che ha visto il coinvolgimento di centinaia di progetti/imprese - ma la cosa più entusiasmante è stato vedere un'intera generazione di giovani motivati, competenti, intraprendenti, con laurea, phd, esperienze internazionali, pronti a rimboccarsi le mani per essere artefici del proprio destino, anziché postulanti di un posto di lavoro fisso con stipendio sicuro.

L'approfondimento su questi argomenti lo lascio ad un altro post, mentre qui desidero porre l'attenzione sull'iniziativa che più mi ha colpito sia per stato di avanzamento, sia per grado di innovazione, ma più ancora per la portata che è in grado di generare sull'uso più diffuso in tutte le case degli italiani: la televisione.

Prima di tutto tre considerazioni:

  1. Attualmente, il mezzo che più di ogni altro assorbe il tempo libero delle persone è ancora la televisione, ma tutti i dati ne rilevano un calo progressivo - anche in Italia - principalmente a scapito del Web.
  2. Stando alle indagini di mercato, in Italia abbiamo la maggior quota di tempo speso da parte dei singoli sui Social Network, surclassando qualsiasi altro Paese del mondo.
  3. Sempre stando alle indagini di mercato, una grande percentuale di "spettatori" di programmi televisivi, specie nelle fasce di età fino ai 25/30anni hanno l'abitudine di navigare nel contempo su internet usando il proprio cellulare o il proprio PC, spesso condividendo i commenti o le emozioni suscitate dai programmi.

Dal momento che questi tre fattori viaggiano in parallelo e stanno riflettendo l'andamento dell'uso dei cellulari nel nostro Paese, che si sono diffusi e vengono impiegati più che in qualsiasi parte del mondo, senza che però questo abbia avuto ricadute sul piano commerciale nella produzione di apparati, servizi o contenuti, vogliamo perdere anche questo nuovo treno? Speriamo di no...

Pr questo, ben vengano iniziative come quelle di Arkimedia alle quali spero se ne affiancheranno molte altre nel prossimo futuro. Ma entriamo nel merito delle cose:

  1. YouTube ci ha dimostrato che i filmati su Internet possono raggiungere e superare la qualità di quelli via etere. Con vari vantaggi: immediatezza, bassi costi di produzione, basse barriere all'entrata, interattività nei commenti e nelle dinamiche di fruizione.
  2. Le calamità di questi giorni stanno solo rafforzando queste sensazioni, con la TV tradizionale che insegue YouTube facendo vedere al grande pubblico i filmati che gli utenti hanno messo in rete, talvolta usando i loro telefoni cellulari.
  3. Le mosse dei "Grandi Vendor", con in testa Google Microsoft, ormai impegnatissime nel comprare aziende di telecomunicazioni e di contenuti, sono la cartina di tornasole di riposizionamenti che puntano in modo esplicito - anche se non dichiarato - alla IP TV ed al mercato pubblicitario televisivo, che costituisce la torta in assoluto più grande del mercato (cosa che per altro avevo già scritto anni fa in un paio di blog e di articoli che ho dedicato all'argomento...).
  4. E' ormai prassi trasmettere in diretta convegni di ogni genere su Web - così come è accaduto anche con il Campus di Mind the Bridge, ampliando immensamente il bacino di utenti (per dare dei numeri al Convegno c'erano meno di 300 persone, contro le 15.000 che lo hanno seguito in streaming), che possono divenirne anche parte attiva con i loro commenti in diretta.
  5. La IP TV non è solo "televisione": lo SmartPhone può divenire nello stesso tempo mezzo di produzione, terminale di fruizione e anche strumenti di giudizio e di interattività tra gli stessi spettacoli e gli spettatori. Un buon esempio di questo è l'App per iPhone Tap to Clap, che ha già raccolto un seguito di oltre 600.000 telespettatori dell'edizione inglese di X Factor che grazie ad essa possono applaudire o fischiare in tempo reale i propri beniamini mentre sono in onda, semplicemente toccando il Touch Screen del telefonino.

E' vero, in Italia c'è il limire della disponibilità di Banda Larga, ma qui stiamo parlando di fenomeni mondiali, a fronte dei quali la creatività dei nostri innovatori ha tutte le possibilità di esser messa alla prova, contando anche su un bacino di utenti particolarmente ricettivo.

Così,in Arkimedia si sono inventati la coniugazizone tra il Social Networking e la TV, coinvolgendo al momento soprattutto gli spettatori, ma già preparandosi ad un futuro nel quale le piece con copione in diretta tipo quelle che ci offrono Alex e Franz potrebbero divenire una nuova frontiera per la TV. Il progetto, perché ancora di progetto si parla, è molto avanti, avendo un sito - http://www.arkimedia.com/ - degli spettacoli visibili su Web - http://vimeo.com/29712459 - ed anche un canale televisivo sul digitale terrestre - il 572 - attualmente limitato al Lazio, ma già proiettato verso il mondo.

In cosa consiste l'innovazione? Guardo la TV, sono in rete con gli altri spettatori, ci scambiamo opinioni, commenti, diamo un feedback alla produzione, in prospettiva modifichiamo l'andamento del programma. Nel contempo, facciamo amicizie, allarghiamo la rete, diveniamo anche meglio conosciuti dal produttore. Abbiamo detto poco? No: da passivi spettatori possiamo trasformarci i protagonisti, esattamente come il Web 2.0 ci ha permesso di trasformarci da passivi fruitori di informazioni in artefici dei contenuti e del successo.

In conclusione: se anziché buttare soldi per incentivare l'acquisto di decoder, il nostro Governo avesse dato più contributi allo sviluppo di progetti e di idee di Arkimedia, ne avrebbe guadagnato molto di più l'economia del nostro Paese. C'è il tempo di rimediare e speriamo che gli investitori presenti a Mind the Bridge siano in grado di cogliere l'opportunità, specie sul medio termine, superando le pregiudiziali che spesso li inducono a concentrarsi di più sulle politiche di Exit che non sulle prospettive nella loro globalità!

Ultima modifica ilMartedì, 19 Marzo 2013 22:21

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